venerdì 24 dicembre 2010

Boavista ultramarathon 2010

Dopo la rinuncia al raid multisport di Abu Dhabi come Free Mind team per motivi fisici da parte dei miei 2 amici Gabriele e Giacomo;ho voluto inserire in calendario la Boavista ultramarathon,152 km con terreno vario sabbia,sterrato e porfido.
Arriviamo sull'isola di Boavista nell'arcipelago di Capo Verde proiettati in un clima di estivo,alla partenza a Milano nevicava e dopo 6 ore eravamo in piena estate
con sole e una media di 35/36 gradi!!
La gara partirà sabato 4 dicembre alle 7 del mattino;noi siamo arrivati il mercoledì 1° dicembre,abbiamo avuto fin troppo tempo per girare l'isola,bella e ancora abbastanza fuori dal turismo di massa fortunatamente,la capitale Sal Rei ha solo 5 mila abitanti.
Si instaura un bel clima tra tutti i concorrenti essendo sistemati in un unico Bed & breakfast,si fà conoscenza ed avendo molto tempo a disposizione si fà amicizia,formiamo un piccolo gruppetto con Gianfranco,Stefano,Raffaella,Patrick,Patrizia,Luigi,Flavio,Massimo,Silvia e Angelo.
Io sono abbastanza in buona forma,ho corso la settimana precedente l'ultratrail a Brescia denominato Maddalena urbantrail di 45km e 2700 mt + di dislivello bella gara organizzata bene in una giornata di pioggia e vento mi sono divertito,alcuni tratti assomigliavano ad una Skyrace con discese tecniche,buone sensazioni,ho terminato in 6h e 40 minuti senza problemi tenendo un ritmo molto tranquillo.Veniamo alla gara completamente in autosufficenza alimentare,ai Control Point troveremo solo acqua naturale;decido di non utilizzare il Camel bag per l'acqua usando solo le 2 borracce da 75cl,una con i sali e l'altra con l'acqua,una delle difficoltà e la temperatura,ci dicono gli organizzatori che quest'anno è superiore di 4/5° alla media stagionale,come cibo porto barrette,grana,noci e 3 buste di Peronin tech food. Lo zaino è abbastanza leggero oltre al materiale obbligatorio porto solo un kway leggero,visto che nella notte la temperatura non scende molto.
Sabato mattina sveglia ore 5,00 colazione e preparazione,sono tranquillo,foto di rito e partenza alle 7,00;parto al mio passo e mi trovo subito dietro ai primi 7/8 che vedo avanti a me di 100/200 mt,usciti dalla centro imbocchiamo una pista di sabbia all'interno di una foresta!! così la chiamano qui sono 3 alberi spelacchiati molto distanti uno dall'altro (tutto è relativo,visto il paesaggio brullo e desertico qui è una Foresta!)piccoli saliscendi fino al C.P. 1 km7° sulla costa davanti al famoso relitto,oblitero il cartellino e riparto il terreno cambia,adesso sono dunette di sabbia scelgo di correre lungo la costa e visto che ho davnti a me alcuni capoverdiani segue le loro orme dovrebbe conoscere il percorso e scegliere la via migliore,il sole rimane dietro le nuvole e la temperatura non sale più di tanto,arrivo al C.P. 2 di Espinguera insieme ad un capoverdiano sono 7°,svuoto le scarpe dalla sabbia (ho fatto la scelta di correre con scarpe da running e non da trail più areate per far respirare i piedi e con delle mezze ghette da agganciare in caso di necessità cosa mai avvenuta)riempio le borrace e riparto,il capoverdiano ha fatto un pit-stop da F1 ed è ripartito subito.Uscendo dalle case di Espinguera si sale su di una collina seguendo i pali della luce elettrica tra rocce e roccette,raggiungo il capoverdiano in evidente crisi e attraverso l'abitato di Bofareira,adesso la temperatura è salita ed il sole ancora velato comincia a farsi sentire,dopo alcune colline si scende verso il letto di un fiume secco,seguo lo stesso fino all'inzio del deserto di Viana, poco prima del C.P. 3 raggiungo i 2 capoverdiani d'avanti a me,al C.P. rimbocco l'acqua e riparto subito dietro un capoverdiano per seguirlo sulle dune,lo raggiungo poco prima della fine del deserto e lo supero,bevo spesso e mi obbligo a mangiare una barretta.Attraverso la ribeira(Piccola valletta verde) di rabil e mi dirigo verso il C.P. 4 posto sotto una ciminiera di una fornace per mattoni abbandonata,al C.P. mi dicono che sono 4°,i primi 2 sono avanti di molto un Italiano e un capoverdiano,invece il terzo un altro capoverdiano a solo 1/2ora di vantaggio su di me. Riparto,il percorso è sulla spiaggia mi tengo lungo la battigia per poter correre sulla sabbia più consistente,il sole emerge in tutta la sua potenza dalle pochi nubi rimaste e la temperatura di conseguenza si alza notevolmente,finita la spiaggia si prosegue su una pista sterrata lungo la costa fatta di scogli,il mare e il paesaggio sono molto belli ma il sole picchia forte sono circa le 12,00 e il calore mi suggerisce di rallentare il ritmo,cammino per alcuni tratti alternando la corsa,soffro molto il calore e bevo tanto,mi raggiunge Patrick il nostro amico francese di Rennes,lui continua a correre e mi supera,poco dopo mi supera un altro concorrente italiano.Al C.P. 5 di punta Varadinha mangio una busta di Peronin e riparto,fà molto caldo amplificato dal paesaggio sabbia bianchissima che riflette la luce,dopo poco riprendo Patrick lungo la spiaggia di Santa Monica la più bella di tutta l'isola,lunghi km senza trovare nessuno,solo sabbia e oceano di un colore meraviglioso,cerco di distrarre il cervello dalla fatica e dal caldo pensando che nei giorni successivi ci tornerò a fare un bel bagno.Arriviamo al C.P. di Santa Monica io e Patrick e vediamo il concorrente italiano che ci ha superato fermo,chiedo come mai e mi dice che è stato derubato dellao zaino da 2 ragazzi minacciato con un coltello,brutta avventura per lui.Riprendiamo il percorso e Patrick mi dice di essere in difficoltà e di andare,solo dopo saprò che ha preso un colpo di calore e al c.p. 8 gli hanno fatto 2flebo.Continuo con il mio passo lungo la pista sterrata con molte pietre fino ad arrivare in vista di un ECOMOSTRO... lungo una delle spiaggie più belle e con accessi vietati per le persone perchè è dove vengono a depositare le uova le tartarughe di mare,stanno costruendo un mega villaggio,kitch,falso e posticcio con un architettura orientaleggiante contaminata da torri e torrette,uno schifo anche qui il turismo di massa farà la sua apparizione nei prossimi anni devastando tutto!
continuo lungo una strada in costruzione battuta dai camion che vanno e vengono per la costruzione dell'ecomostro,ogni volta che passa un camion si alza talmente tanta terra e polvere che
mi devo fermare e mettere un fazzoletto sul naso e la bocca per proteggermi.Uscito dal traffico dei camion procedo su una pista di pietre fino alla salina e al paese abbandonato di Curral Velho,il c.p. è posto sulla spiaggia,rabbocco e riparto lungo la salina per poi prendere la pista,il sole stà calando,lo stomaco non da buoni segnali,ho bevuto molto e ho mangiato poco di solido,solo qualche barretta e un pezzo di grana obbligandomi a farlo,con il caldo e il sole non mi andava proprio di mangiare.
scende il buio velocemente,accendo la lampada e scende il ritmo di corsa il terreno è pieno di insidie e per correre devo prestare molta attenzione a dove metto i piedi,mi sforzo e mangio una barretta e programmo di mangiare una busta di Peronin al c.p.8,arrivo al c.p. e preparo il Peronin,mi dicono che il 3° ha solo un'ora di vantaggio ma sembra abbia un problema ad un adduttore,mangio e riparto lo stomaco fà le bizze dopo poco vomito tutto,cammino per un pò per vedere se si stabilizza,ricomincio a correre e dopo poco vomito ancora,sto veramente male, stomaco attorcigliato,riprendo a camminare piano,in lontananza vedo il faro di Morro Negro che è anche il c.p.9 al km 95,5,mi devo continuamente fermare per attacchi di vomito anche se ora sono solo conati,non ho più niente da espellere.
Cammino piano piano,all'incirca sono a 5 km dal faro,mi faccio forza e vado avanti.Poco prima del faro mi raggiunge Roberto di Cagliari,insieme facciamo gli ultimi metri fino al faro posto sulla cima di una collinetta.
Arrivato al c.p. chiedo se hanno della coca cola per aiutare a mettere in ordine lo stomaco,niente solo acqua naturale ... Roberto riparte lo saluto,io decido di fermarmi un pò per vedere se mi passa,mi metto nella tenda del c.p.,dopo un ora sto ancora male,decido di fermarmi a malincuore,dopo 14 ore di gara.
Ero partito con velleità agonistiche di arrivare nei primi 5.
Di testa non ero pronto ad affrontare ancora 55km solo camminando in circa 10/11 ore.Non è stato un atto snobistico nei confronti dei camminatori,anzi porto tutto il rispetto per chi finisce le gare con una forza di volontà enorme;solo che il mio obiettivo era diverso dal terminare la gara comunque e in qualsiasi modo.
Forse ho peccato un pò di superbia con me stesso pensando di essere quello che non sono.In altre gare come la Transhariana 270km nel deserto siamo partiti io Gabriele con l'unico obiettivo di finire la gara e solo durante la stessa al 190km,è scattata la molla agonistica con il raggiungimento di un buon risultato arrivando 5°.
Anche questa è una lezione di vita da mettere in pratica sempre,in gara e nel quotidiano,avere un equilibrio mentale in certi momenti è difficile ma possiamo sempre cercare d'imparare e fare tesoro degli errori commessi.
Bella gara e bella esperienza ho esplorato e conosciuto un altra parte di me,che non conoscevo.