martedì 5 aprile 2011

Transmarocaine raid multisport 2011

































Una nuova esperienza che mi girava in testa dal 2009, quando durante la mia partecipazione alla Marathon des sables,Simone video reporter professionista mi raccontò che aveva appena seguito un raid multisport in Canada. Rimasi affascinato dai racconti dei paesaggi selvaggi e dalle svariate attività che i concorrenti dovevano effettuare. Sono riuscito dopo tempo a portare a termine il mio obiettivo. Transmarocaine raid multisport sulle montagne del basso Atlante del Marocco con picchi oltre i 4 mila mt e scollinamenti oltre i 2500 , utilizzo della testa... Squadre composte da 2 concorrenti che devono gareggiare sempre in coppia (ammonizione e penalità se le distanza tra i 2 sono oltre i 10 metri) condivisone della fatica e delle crisi. Squadra composta da me, 47 primavere, àgè (vecchio in francese..) - età media della gara intorno ai 30/33 anni, il più giovane 20 e il più vecchio 54.
Il mio approccio di ultramaratoneta ed ultratrailer abituato alle lunghe distanze ma certo non veloce, poca esperienza di mountain bike e canoa e nessuna in orientamento! Con l'unica forza di cui dispongo, quel
la di volontà condita da un po’ di coraggio e/o incoscienza (il confine tra le due non saprei individuarlo, il mio mentore rimane sempre Erasmo da Rotterdam "Elogio alla Follia") e Andrea Villa, il mio contrario, giovane di 21 anni, forte e veloce multiatleta che pratica duathlon, winter triathlon, corsa, buona esperienza da orientista, unica pecca la canoa, anche lui alla prima esperienza in un raid; FREE MIND TEAM (nominiamo anche gli sponsor www.gruppoethos.it e www.birralibera.it) unica squadra Italiana, le altre 44 sono francesi come gli organizzatori e 6 Marocchine, lo svolgimento della gara su 5 tappe giornaliere più l'epilogo, ogni tappa circa 50/60km tra le varie specialità (non tragga in inganno la distanza saranno sempre tappe molto impegnative con dislivelli notevoli) per un totale di circa 250 km da Ourzazate a Marrakhes, briefing della tappa la sera prima della stessa al bivacco, in gara obbligo di portare zainetto con materiale sopravvivenza e capi di cambio, i bagagli e la tenda vengono spostati dagli organizzatori, i concorrenti dopo la gara, arrivati al bivacco, devono montarsi la tenda, cena e colazione vengono servite nel tendone comune; mappe e cartine per orientamento consegnate prima della partenza e ad ogni frazione di cambio corsa/bici o contrario, sulle stesse si trovano segnate le Balise (lanterne) ad ogni balise un obliterazione del nostro pass (cartellino della frazione), ad ogni cambio obbligo di consegna al commissario di gara, naturalmente per ogni balise saltata ci sarà penalità di tempo in base alla difficoltà di posizione della stessa con un tempo massimo per ogni frazione e naturalmente penalità per il ritardo di 5 minuti ogni minuto oltre il tempo massimo attribuito dall’organizzazione ad ogni frazione. Venerdì 11-3 arriviamo a Marrakhes, montiamo le biciclette e sabato mattina ci portano in bus a Ourzazate oltre le montagne dell'Atlante dove saliamo a dare un’occhiata oltre i 2200 mt con neve... penso che dobbiamo rivalicare il massiccio dell'Atlante durante la gara! La domenica controllo dei materiali obbligatori, assicurazione, visite mediche e documenti, la sera briefing sulla tappa del lunedì, previsti corsa 6km, canoa 10km e vtt (vèlo tout terrain=mountain bike) in orientamento km 40. Ci comunicano che è prevista pioggia! Lunedì mattina sveglia presto con sole e vento, colazione, carico dei bagagli e via alla partenza davanti alla Kasbha con i primi km a passo guidato per sicurezza. Prima di uscire dalla città veniamo fermati dal commissario che comunica la sospensione della canoa per vento forte sul lago, arriveremo al C.P.2 (punto di cambio canoa/ bici) direttamente a piedi, quindi tappa di 16 km di corsa e 40km in vtt. Procediamo al mio passo, Andrea deve adattarsi visto la differenza di età e di "motore". Il percorso di snoda lungo la strada asfaltata con dei bei saliscendi con sole e vento; partono tutti veloci, io mi metto a circa 4.30 minuti ai mille mt, piano piano recuperiamo posizioni sopratutto quando la strada sale, svoltiamo sullo sterrato per arrivare al C.P. in riva al lago dove troviamo le bici con i sacchi transizione, siamo in 5° posizione, obliteriamo il pass, entriamo in zona cambio vtt e ripartiamo: ora sarà bici in orientamento, Andrea che ha esperienza con le carte è davanti a me, faccio fatica, sullo sconnesso saltello parecchio, devo trovare una posizione migliore (la sera al bivacco alzerò la sella). Siamo nelle prime posizioni, seguiamo la pista sterrata e Andrea individua la 1° balise, obliteriamo il pass e continuiamo sulla pista sterrata poco evidente dal resto del terreno, molti sassi e buche, il paesaggio è bellissimo, una distesa infinita piana e brulla con all'orizzonte la montagne dell'Atlante innevate con diverse nubi minacciose in cielo; Andrea è sempre avanti a me, controlla la direzione con la bussola, ci sorpassano diverse squadre (sono ciclisti… non come me!). Davanti a noi le squadre prendono la direzione verso sinistra… Andrea si ferma controlla e mi dice che dobbiamo andare a destra, subito dopo troviamo la 3° balise accanto alla quale c’è un commissario che ci comunica che la frazione subirà un cambiamento. Finisce più avanti la parte cronometrata a causa del brutto tempo - piove e non si riesce a guadare l' "oued", il fiume in piena, piove con folate di vento e pioggia mista a grandine - . Attraversiamo un villaggio, dopo una curva poco prima del fiume, incontriamo il punto d'arrivo con i commissari che prendono i tempi; siamo 6° grazie agli errori di orientamento delle squadre che ci avevano sorpassato. Adesso si ritorna alla balise 2 dove troveremo i camion per le bici e ci porteranno al bivacco, 20 km crono e 20 turistici. Arrivati al bivacco posizionato ai piedi delle prime montagne, ricomincia a piovere forte e ci ripariamo sotto il tendone adibito a mensa/briefing. Appena smette montiamo la tenda ma segue subito dopo un altro acquazzone con vento forte e gelido. Cena e briefing sulla tappe del giorno dopo, previsto vtt in orientamento per 20km e trail in orientamento per 22 km, entrambi con un bel dislivello e vari scollinamenti oltre i 2200mt. Previsti neve e freddo quindi consigliato abbigliamento pesante. Ci svegliamo con il sole (dormo poco nella notte, uscito dalla tenda avevo osservato il cielo bellissimo con una moltitudine di stelle). Il via è alle 8,30 in vtt, si sale subito, il sole scalda, il pendio è forte; pedalo agile, le gambe girano bene, meglio del giorno prima (la sella alzata porta benefici). Ci manteniamo in 10/12° posizione, in salita fatico ma nelle discese recupero posizioni, scendo a tutta velocità grazie al peso e ad una certa confidenza dettata dalla mia esperienza di motociclista; dopo alcuni colli arriviamo al cambio, lasciamo le bici e ripartiamo di corsa seguendo un sentiero. Siamo 3/4 equipe vicine. Dopo vari saliscendi oltrepassiamo un villaggio dove si aprono 2 valli, vediamo le squadre davanti a noi prendere per la valle di destra mentre Andrea suggerisce di prendere quella di sinistra. Poco dopo ci seguono tutti, risaliamo godendoci un paesaggio bellissimo. Siamo in mezzo ad una strettissima valle e costeggiamo un torrente guadandolo spesso per poter avanzare. Troviamo la balise e continuiamo a salire, si apre la valle e superiamo 2/3 baite di fango e paglia con capre e pecore. Salendo il sole và e viene alternando nubi da cui scende acqua gelata e neve con vento gelido, si intravedono le sommità dei colli che dovremo valicare, la neve è oltre le caviglie. Salgo al mio passo, Andrea è avanti e mi aspetta (sarà il refrain di tutta la gara, sicuramente non potrò dire di non averla fatta al massimo delle mie possibilità avendo come lepre Andrea, veloce minimo il doppio di me). Si sale ancora, abbiamo davanti un bel muro da sorpassare, in alto troviamo la balise, obliteriamo il pass e via, comincia la discesa. Attraversiamo valli e altipiani fino ad un villaggio, dove perdiamo tempo per colpa mia, dall'alto vedo un oggetto di colore arancio (come le balise) sulla riva del fiume ed una persona vicina. Tornando indietro ci accorgiamo che era una donna indigena intenta a lavare i panni e l'oggetto non era altro che una grossa bottiglia di plastica! Riprendiamo la giusta via correndo velocemente, si scende su una pista corribile abbandonata per diverse frane che scavalchiamo, in fondo alla valle guadiamo il fiume e troviamo la balise sull'altro lato, seguiamo la pista fino all'arrivo. 5 ore di gara molto bella ed intensa anche dal punto di vista del paesaggio, davvero fantastico! Dormiremo in una gitè del villaggio abbarbicato sulla montagna. Non ci sono servizi, per usufruirne dobbiamo spostarci poco distante... Freddo, vento e gelo con neve, il villaggio è un piccolo agglomerato di case tipico di queste montagne, la nostra stanza, dove dormiremo insieme ad altre 2 squadre (marocchine) è molto fredda; faccio la doccia e mi cambio appendendo i vestiti utilizzati in gara alle finestre per farli asciugare. Nella gitè non c'è nessun tipo di riscaldamento, nè fuoco, nè camino o stufa, la porta rimane aperta ci sono 4 gradi all'interno. Ci rifugiamo nella gitè 5 dove mangeremo e si terrà il briefing con una temperatura leggermente migliore. La cena tipica è a base di zuppa d'orzo e tajne di manzo e verdure. Notte freddissima imbacuccato nel sacco a pelo con indosso tutti i capi più pesanti che avevo (non mi aspettavo un freddo del genere, nel mio bagaglio mancavano dei capi adatti). Mercoledì sveglia al gelo, mi rimetto i vestiti di gara del giorno prima freddi gelati. Previsti 34 km vtt in orientamento,18 km di orientamento e altri 6,5 km di vt. Si parte sulla strada salendo immediatamente, diversi tornanti e parecchio dislivello fino alla sommità del colle, dove troviamo neve anche sul catrame; subito dopo ci fanno deviare su un sentiero, anzi una mulattiera nel vero senso della parola che scende lungo un torrente, percorso molto tecnico ed impegnativo con l'aggravante di essere ricoperto di neve; guadiamo molte volte il percorso che presenta passaggi difficili con la necessità di portare le bici in spalla. Il freddo è intenso, devo stare concentrato sulla guida, bisogna pedalare anche se non serve per tenere caldi i muscoli delle gambe; non sento più le dita delle mani, ogni tanto con la sinistra senza più sensibilità tocco involontariamente la levetta della corona anteriore facendo scendere la catena sulla coroncina più piccola; per riportarla su quella desiderata devo agire con la destra, il pollice sinistro non lo sento proprio più. Finisce la discesa tecnica e difficile, continuiamo su una pista più scorrevole, scendiamo a fondo valle fino al cambio. Lasciamo le bici e proseguiamo con un trail in orientamento di 18 km con diverse balise da prendere, il percorso prevede l'ascesa ad un plateau sopra i 2200 mt e sullo stesso altipiano la ricerca delle lanterne. Salendo troviamo la balise 2 e sulla sommità la 3: troviamo anche neve, nebbia, freddo e gelo con alcune comparse di raggi di sole! Dopo aver perso tempo alla ricerca di una balise decidiamo di saltarne alcune posizionate molto lontane visto che non saremmo comunque riusciti a prenderle tutte rimanendo nel tempo massimo di 3 ore dalla consegna della mappa. Scendiamo a fondo valle dove riprendiamo le bici e facciamo gli ultimi km previsti sulla strada di "goudron" catrame. Arriviamo al bivacco posizionato in mezzo ad una pineta, sembra di essere sulle alpi, il posto è molto bello ma piove. Bella ed intensa tappa, direi la più impegnativa, ho gli occhi pieni di immagini che non dimenticherò. Montiamo la tenda in un momento in cui la pioggia ha diminuito l'intensità. In mezzo al bosco di pini, in mezzo al fango, con quasi tutti i capi bagnati! Mi sono divertito molto durante la tappa ma adesso con "la boue" il fango, la pioggia, siamo tutti sotto il tendone comune a stendere i capi vicino ai funghi radianti calore per farli asciugare. Cena insieme ai Cavaleurs (Guy e Fernand) con vista sulla pioggia battente e grandi pozze di fango, le facce di tutti sono tristi pensando al tempo davvero terribile. Meno freddo nella notte ma tanta acqua. Risveglio con il sole e il fango molto fango, tappa di oggi run&bike specialità a noi sconosciuta: una bici 2 concorrenti che si alternano a piacere di 7 km, vtt in orientamento di km 38, per finire trail sempre in orientamento di 7 km. Partiamo io in bici e Andrea di corsa, ci sono dei bei pezzi di ascesa dove rimango indietro, Andrea mi deve aspettare (qui si fa meno fatica a piedi che in bici). Arriviamo al cambio, prendiamo anche l'altra bici e ripartiamo. Siamo in 7/8° posizione, seguiamo una pista sterrata che si inerpica sul colle con molto fango argilloso che si impasta e compatta sulle forcelle e su tutta la bici, mi fermo più volte a pulire sommariamente le parti interessate, continuiamo per alcuni km poi rompo il cambio posteriore! Ritorno verso il punto di partenza fino a quando trovo la Jeep "ramasse" (scopa), carico la bici e mi metto in cammino, molti concorrenti hanno avuto gli stessi problemi con le bici, Andrea non ha ancora rotto (lo farà poco più avanti) ma spinge la bici a mano alternandola alla spalla per poter sorpassare il fango. Dopo 20 km circa arrivo alla balise dove è posizionata una jeep dei commissari e aspetto Andrea che con la bici in spalla è rimasto indietro. Io mi fermo, lui continuerà con la bici in prestito di una concorrente stanca che ha deciso di fermarsi. Andrea farà tutto il percorso ma con penalità per la mancanza dell'altra bici, io arriverò al bivacco in jeep. Perdiamo notevoli posizioni in classifica da 12° al 27° posto e il dubbio di non poter finire il raid. Il bivacco è posizionato sotto la diga in riva al lago artificiale, almeno qui non soffriamo il freddo e finalmente troveremo il sole. Il giorno dopo sono previste 3 frazioni (canoa 5'5km, trail 12km e vtt 21 km) tutte in orientamento con un unico punto di partenza sulla diga. Divise le 40 squadre rimaste in 3 turni, in accordo con i "Cavaleurs", i nostri amici francesi Guy e Fernand, ci alterniamo nelle specialità in modo che ci prestino le loro vvt. Iniziamo con il trail e presi dalla foga sbagliamo orientamento. Qui ci accorgiamo di quanto fosse importante l'altimetro che noi non abbiamo portato pensando che non servisse, le carte sono molto approssimative e vecchie, non sono segnati molti punti di riferimento come case, piloni della luce e i torrenti cambiano la morfologia della zona ad ogni stagione delle pioggie. L'unico modo per orientarsi bene è utilizzare le curve di livello, cosa che noi non possiamo fare senza altimetro. Perdiamo molto tempo e ci dirigiamo verso la falesia a spanne; da lì in poi ci mettiamo in bolla e prendiamo diverse balise, ritorniamo alla partenza e scendiamo al lago per la canoa, indossiamo i giubbetti di sicurezza e via 4 balise da prendere, abbastanza semplici. Dobbiamo migliorare l'affiatamento in canoa, comunque la prova va bene. Prendiamo le vtt dei Cavaleurs e ci dirigiamo verso la prima balise, procediamo bene fino alla 6° che non riusciamo a trovare, rientriamo nel tempo massimo ma con alcune penalità. Comunque la classifica non cambia dopo la caduta per le bici "cassè" (rotte). Mattino presto partenza per l'epilogo a Marrakhes, sono previsti 3 giri di circuito su un largo e grosso viale di circa 2 km in bici, 2 giri di run&bike e un giro di corsa; l'organizzazione ci presta una bici (anche altre squadre parteciperanno con un solo concorrente per i primi 3 giri sempre per lo stesso motivo bici rotte per il fango). Andrea parte in bici dove è molto forte e dopo i primi 2 giri nel gruppo di testa arriva da solo al primo cambio, partiamo lui a piedi io in bici e ci alterniamo diverse volte. Veniamo sorpassati dalle prime 2 squadre in classifica ma al successivo cambio, entrambi a piedi, riprendiamo la squadra davanti a noi che ha rallentato. Teniamo dietro gli altri, corro a tutta velocità, devo dire che non pensavo di averne ancora dopo tutto il raid, ma organicamente tengo bene e in dirittura d'arrivo aumento ancora: arriviamo secondi. Premiazione dei vincitori con varie autorità. Sabato pomeriggio smontaggio ed imballaggio attrezzatura, alla sera grande e bella festa di chiusura in un ristorante caratteristico del centro. Domenica libera a fare il turista. Molto più duro il suk… del raid! Soddisfatto della mia prestazione, anche su specialità poco familiari (vtt) e, visto l'ultimo sforzo, anche del recupero organico. Grande esperienza sportiva e di vita, bella gara ben organizzata, posti spettacolari e non contaminati dal progresso। Condivisione delle difficoltà e delle crisi con Andrea। La squadra è un elemento importante, nei prossimi raid previsti si amplierà a 4 componenti। Nuovi mondi conosciuti orienteering,vtt e canoa! Che dire, consiglio il multisport!